Siamo seduti qui, su questa panchina mentre le foglie ci cadono intorno.

I vestiti sanno di fumo e il viso è ancora smarrito e sognante.

Il palco non era dei migliori e la mia sedia era scomoda ma, amica mia, la tua voce ha riempito questa vecchia sala di Montmartre, percorrendola infinite volte.

Per la strada corrono solo foglie, nient’altro e seguendole, in un momento, lo scenario è diverso.

Continui a cantare sempre più sicura, ignorando questa pioggia di Penbridge Road che sembra inciampare tra le corde della mia chitarra.

Tutto si trasforma velocemente tanto da non contenere più gli accordi.

La panchina ora è un palco e…

It’s wonderful, it’s wonderful, good luck my babe…

Gli alberi diventano palazzi e sopra di noi le grandi insegne del Cotton Club ci investono di ansia, jazz e freddo. Provo a riconoscere una strada ma la musica è ovunque e arriva da troppo lontano per fermarla. Seguo la prima nota e tu sei lì che inizi a cantare.

Seduti su quella panchina sappiamo di foglie e strade.